Cosa indosseremo precisamente nell’autunno-inverno 2026? Vediamolo insieme: dai jeans con decori preziosi ai cappotti con profili furry, dalle gonne a vita bassa fino ai blazer con maxi spalle e ai look con colori accesi abbinati a contrasto, questo e tanto altro nel nostro guardaroba. Per individuare le tendenze di stagione e capire quali saranno i capi da avere, i colori e le fantasie su cui puntare. La moda archivia definitivamente il quiet luxury e torna al massimalismo, quello ispirato agli anni ’80 con alcune incursioni nei 2000. Da queste ispirazioni provengono le proposte in cui spiccano sontuosi capi in denim decorati con cristalli o ricami, capospalla in pelle dalla trama a effetto coccodrillo,.
Atelier Biagetti trasforma il design in un’esperienza capace di coinvolgere lo spazio, il corpo e le emozioni. Lo studio interdisciplinare milanese, fondato da Alberto Biagetti e Laura Baldassari, lavora tra arte, arredamento, installazione e performance. Ogni progetto costruisce un ambiente narrativo nel quale mobili e oggetti diventano parte di una scena.
Questo approccio è emerso anche durante la Milano Design Week 2026 con MCM’s Disco on Mars, progetto realizzato per celebrare i cinquant’anni della maison tedesca MCM. L’installazione si è svolta dal 21 al 26 aprile alla Rotonda del Pellegrini, nel centro di Milano.
Atelier Biagetti ha trasformato lo spazio in un’ambientazione ispirata a un’astronave degli anni Settanta. Il percorso ha unito design, tecnologia e musica,.
Inaspettatamente le scarpe rosse fanno la tendenza cool dell’estate 2026: ballerine, mules e flip flop ma anche décolleté, sandali, sneakers, jazz shoes. Di qualsiasi modello e tipologia si tratti, non fa differenza, l’importante è che sia in rosso. Akris presenta il suo modello lucido e squillante e lo abbina ad un abito blu elettrico per creare un contrasto pazzesco che detta la sua moda. E poi c’è il.
Via i tacchi vertiginosi, i sandali modello schiava attorcigliati alle caviglie o peggio quelli pieni di intrecci che avvolgono il piede, la moda vuole che la donna nella summer 2026 stia comoda con i sandali bassi. Cinturini leggeri e suole strutturate e comode ma senza perdere i dettagli chic ed eleganti. I sandali migliori sono quelli che tengono il piede fermo, hanno una suola
Per la Summer 2026 c’è una tendenza “scoperta” per la moda femminile, si tratta del micro top. Lo vedremo un po’ ovunque: sotto le giacche, indossato con camicie oversize per un effetto “vedo non vedo” o anche come capo unico. Una tendenza racchiusa in tre parole: pratico, audace e sensuale (al punto giusto), il micro top accompagnerà i look al femminile per tutta l’estate.
Qualche anno fa.
Anche quest’anno abbiamo assistito al Festival di Cannes e abbiamo selezionato per voi alcuni dei look più belli e interessanti della kermesse.
Una delle star che ci ha colpito di più è stata sicuramente Demi Moore in Jacquemus che per il photocall ha scelto un look giocoso: un abito con i pois arcobaleno svolazzanti con il fondo bianco che ha donato ancora più risalto ai pallini colorati. Sul red carpet invece si è presentata con un abito argento paillettato a sirena che appartiene molto al suo stile ma che l’ha resa comunque straordinariamente fine.
Il pavimento a scacchi è una di quelle soluzioni d’arredo che attraversano il tempo senza perdere fascino. Nato come elemento architettonico legato ai palazzi nobiliari e agli ambienti classici, oggi torna protagonista negli interni contemporanei grazie alla sua capacità di trasformare completamente la percezione dello spazio. Geometrico, scenografico e incredibilmente versatile, il motivo a quadri alternati riesce a dare carattere tanto a una casa d’epoca quanto a un appartamento minimalista.
Negli ultimi anni il pavimento a scacchi è stato riscoperto da designer e interior stylist che lo hanno reinterpretato in chiave moderna. Se in passato dominavano esclusivamente il.
Ci sono oggetti che smettono di essere semplici elementi d’arredo e diventano dichiarazioni di stile, veri e propri manifesti culturali. Il tavolo, più di ogni altro mobile, è il cuore della casa: luogo di incontro, di lavoro, di dialogo. Alcuni designer, nel corso del tempo, sono riusciti a trasformarlo in un’opera iconica, capace di attraversare le epoche senza perdere forza.
Uno degli esempi più affascinanti è il tavolo Saarinen, progettato da Eero Saarinen. La sua intuizione fu radicale: eliminare il “caos delle gambe” sotto il tavolo. Il risultato è una base centrale scultorea, fluida, che sembra nascere dal pavimento e sostenere il piano con naturalezza. Ancora oggi,.
Nel panorama del design industriale, poche categorie di oggetti riescono a raccontare l’evoluzione del gusto e della tecnologia quanto le lampade. Non si tratta soltanto di strumenti per illuminare uno spazio: alcune di esse sono diventate simboli culturali, capaci di rappresentare intere epoche e correnti artistiche. Le lampade iconiche, infatti, non nascono mai per caso. Sono il risultato di intuizioni progettuali precise, spesso rivoluzionarie, che hanno ridefinito il rapporto tra luce, spazio e forma.
Tra gli esempi più emblematici spicca la Arco lamp, progettata negli anni Sessanta da Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni. Questa lampada da terra nasce da un’idea tanto semplice quanto geniale: portare una luce “a sospensione” senza dover intervenire sul soffitto. Il grande arco in acciaio e la base in marmo non sono solo elementi estetici, ma rispondono a una logica funzionale precisa. È un oggetto che dimostra come il design possa essere al tempo stesso pratico e scenografico.
Qualche decennio più tardi, la ricerca sulla funzionalità si traduce in un altro capolavoro: la Tolomeo lamp di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina. In questo caso, l’innovazione sta nella meccanica: un sistema di bracci e molle che consente alla lampada di adattarsi con estrema precisione alle esigenze dell’utente. È l’esempio perfetto di design industriale evoluto, dove ogni dettaglio è pensato per migliorare l’esperienza quotidiana.
Negli anni Settanta, il linguaggio del design si fa più sperimentale e tecnologico. La Tizio lamp, firmata da Richard Sapper, rompe gli schemi eliminando i cavi elettrici visibili e.
