“Mobilità, gli italiani si muovono meno: spostamenti -4,1% in 10 anni, ma i costi salgono (+43%)”. È questo il titolo di una recente analisi pubblicata dal Corriere della Sera che evidenzia una trasformazione che riguarda milioni di persone e che coinvolge non soltanto carburanti e trasporti pubblici, ma più in generale il costo complessivo della mobilità quotidiana.
Muoversi oggi pesa infatti di più sul bilancio familiare rispetto a pochi anni fa. I motivi sono diversi: il prezzo dei carburanti, i minori incentivi per l’acquisto di un veicolo, ma anche tutte le altre spese legate alla mobilità in sé e per sé e alla proprietà dell’auto.
Non solo acquisto: cambiano le formule della mobilità
Accanto all’acquisto tradizionale, negli ultimi anni si sono diffuse formule alternative come il noleggio a lungo termine (un tempo dedicato solo alle aziende) e il car sharing. Una trasformazione che riflette l’esigenza di gestire in modo più flessibile costi diventati progressivamente più elevati.
Molte famiglie cercano oggi soluzioni che consentano di programmare meglio le spese mensili, cercando di tagliare i costi dove possibile. A tale riguardo, gli automobilisti valutano con attenzione anche le spese obbligatorie legate alla gestione del veicolo, come la manutenzione ordinaria e l’assicurazione auto, che da sempre è una delle voci di spesa più “indigeste” per gli automobilisti italiani.
I costi della mobilità incidono in modo diverso sui territori
Le difficoltà legate ai costi della mobilità non sono distribuite in modo uniforme. Nelle grandi città ci sono maggiori alternative legate al trasporto pubblico e ai servizi condivisi (come BlaBlaCar o Uber), mentre nei centri più piccoli e nelle aree periferiche l’automobile resta spesso indispensabile.
Per molte persone, soprattutto pendolari e lavoratori che si spostano quotidianamente, rinunciare all’auto privata non sempre è fattibile. Questo rende ancora più scottante il tema della gestione delle spese collegate alla mobilità, in una fase in cui, e non importa dilungarsi sulle cause, l’aumento generale del costo della vita continua a incidere sui consumi delle famiglie.
La gestione delle spese passa sempre più dal digitale
I costi sono cresciuti ed è cambiato il modo in cui gli automobilisti organizzano e monitorano le spese legate all’auto. Sempre più automobilisti utilizzano piattaforme online per confrontare servizi, verificare condizioni contrattuali e valutare diverse soluzioni disponibili sul mercato.
Tra questi strumenti rientrano anche servizi di comparazione come Facile.it, usati da molti consumatori per analizzare offerte e caratteristiche relative a diversi prodotti assicurativi e finanziari.
La digitalizzazione della mobilità non riguarda quindi soltanto i veicoli o le modalità di pagamento, ma anche il modo in cui le persone pianificano e controllano le proprie spese quotidiane e ricorrenti.
Una trasformazione che riguarda le abitudini quotidiane
La mobilità privata è da sempre una parte importante della vita delle famiglie italiane, anche se il modo in cui viene vissuta è cambiato rispetto al passato. Oggi non si parla più soltanto di possedere un’auto e utilizzarla, ma di scegliere di volta in volta la soluzione più adatta tra acquisto, noleggio a lungo termine o altre formule flessibili.
Anche il modo di valutare le spese è diventato più attento.
Chi utilizza un’auto non considera più soltanto il prezzo d’acquisto, ma l’insieme dei costi che si sommano nel tempo, dall’assicurazione alla manutenzione. Tra l’altro, l’avvento dell’elettrico ha messo in campo altre opzioni su cui riflettere.
La mobilità, quindi, non è più soltanto una questione di spostamenti. Ha a che fare con il tempo che si ha a disposizione, con il modo in cui ci si organizza ogni giorno e con il peso che tutte queste scelte hanno sul bilancio familiare.